MARIE-PIERRE

Ex-Cinema Aurora

ThursdayThu. 16 JuneJun. ore 21:00

event.message.booking_now

Il rapporto fra una transgender e il padre

MicheleCuchel.jpeg

Michele Cuchel

Marie-Pierre

L’attore entra dalla platea. Si sofferma verso il pubblico con tutta la sua corpulenza alleggerita dal vestito  floreale che indossa, instabile sui tacchi alti, e con gesti femminili che mai si tradurranno in facile macchietta. Si sofferma, guarda il pubblico. Gli sorride con atteggiamento spavaldo e vagamente seduttivo. Poi avanza ancheggiando verso lo spazio scenico.

Lo spettatore in questo modo è trascinato per circa un’ora dentro una stanza, evocata da una scenografia essenziale;  una stanza semibuia e malinconica, dove campeggia una poltrona da un lato e un piccolo tavolo con uno sgabello dall’altro.

E il personaggio, Marie-Pierre, inizia il suo racconto.

Marie-Pierre ogni martedi si reca dal padre, rimasto vedovo, figura autoritaria, irascibile e intollerante, che non accetta la sua nuova identità e si ostina a chiamarla col suo nome maschile. Eppure lei è paziente, ama suo padre, e si prende cura di lui.

Dalla città dove vive parte col primo treno del mattino per poi tornare a casa con l'ultimo della sera - "…Una giornata rubata al resto della mia vita..." confessa.

Svolge le piccole mansioni di casa sotto lo sguardo ignavo e pignolo del padre. Pulisce tutto, tranne una stanza - quella della sua infanzia - dove si rifiuta di entrare.

Carrello alla mano si reca a fare la spesa settimanale al supermercato vicino, il Monoprix. Va con il padre  che, per la vergogna di essere riconosciuto dagli altri, cammina a distanza. I due si mettono in fila alla cassa, e sentono tutto il peso dello sguardo degli altri, che con la coda dell'occhio osservano quella donna troppo appariscente. Che tutti sanno chi è.

Quel Martedì sarà l'ultimo. E nel finale sarà triste il rimpianto di non aver potuto riconciliarsi con il padre, nonostante i suoi sforzi e l'irriducibile amore, e dolorosa la consapevolezza di non potersi mai più prendersi cura di lui.

“Le Mardì aux Monoprix” di Emmanuel Darley, autore francese di romanzi e commedie, è stato un grande successo in Francia sin dal 2010 ed un’ opera molto acclamata ai  festival sia di Avignone che di Edimburgo.

La pièce non è una semplice storia di travestimento. Darley, infatti,  affronta con grande sensibilità il difficile e delicato tema della diversità e del suo rifiuto, focalizzando il racconto soprattutto sul conflitto tra figlio e padre.

La contrapposizione è quella che si presenta ogni martedì tra una figlia devota, Marie-Pierre, ex Jean-Pierre per lo stato civile, transessuale, e il proprio padre, anziano, rude, scontroso, divorato dal disprezzo per il mutamento sessuale dell’unico figlio maschio.

Il testo,  dove niente sembra accadere, riesce a sviluppare con toni sommessi attraverso il linguaggio piano e semplice del quotidiano, dinamiche chiaramente drammatiche, che conducono ad una conclusione dolente quanto ambigua.

La scrittura di Emmanuel Darley, bellissima e a tratti commovente, è incentrata nella rappresentazione di Marie-Pierre, forse persona troppo vistosa per essere donna e troppo femminile per essere uomo, che avanza nella propria vita circondata dalla propria solitudine; colpevole, agli occhi della società,  di volersi disfare di un’identità che non gli appartiene.

Un atto unico, un lungo monologo, che richiede non solo la capacità di immergersi in un mondo “altro”, dove è possibile accedervi a patto di fare appello alle proprie parti più femminili, ma anche a tutta l’umana sensibilità indispensabile per evidenziare la sofferenza e la coerenza di una scelta e, al tempo stesso, il coraggio nel perseguirla a dispetto del pregiudizio, delle difficoltà e dei rischi che la società pone davanti.

La nostra traduzione è volutamente una traduzione molto letterale. In questo modo ci è parso  di far meglio cogliere al lettore e all’attore il linguaggio quasi dimesso e la sintassi solo apparentemente “decostruita”, utilizzati con grande maestria dall’autore.

Nel leggere, e nel tradurre poi il testo, ci siamo più volte immedesimati e commossi nel seguire il personaggio e la sua vicenda, tanto da far nascere la ferma volontà di rappresentare quest’opera, così coinvolgente e particolare nel suo genere, nella speranza di poter condividere con altri cittadini le emozioni che il pezzo ci ha suscitato.

MariePierre_45.39.png
MariePierre_46.11.png
MariePierre_49.30.png
MariePierre_48.10.png
MariePierre_51.11.png
MariePierre_48.41.png
MariePierre_51.49.png
MariePierre_52.43.png
Schermata-2022-03-17-alle-00.27.49.png
Regista

Maurizio Paolo Formichini Gori

Luci e Audio

Ephraim Pepe

Biglietti

Posto con cena (a parte)
Intero
10,00 €
Posto con aperitivo (a parte)
Intero
10,00 €
Posto unico
Intero
10,00 €

Info e prenotazioni

Ex-Cinema Aurora

Viale Ippolito Nievo, 22